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‘Bio-cemento’ utilizza batteri per auto-ripararsi

bioconcrete

Questo articolo è anche disponibile in: Inglese, Cinese tradizionale, Persiano

Di Kyla Mandel per Green Futures

Nessun prodotto evoca un senso di solidità e robustezza quanto il cemento. Tuttavia, anche la più piccola delle crepe in una lastra colossale, porterà inevitabilmente al degrado strutturale e a costose riparazioni.

È proprio su questo problema che hanno lavorato due ricercatori olandesi della Delft Technical University. A partire dal 2006, Henk Jonkers, un microbiologo, e Eric Schlangen, specialista nello sviluppo del cemento, hanno cercato di sviluppare un’auto-guarigione del materiale [nella foto] che bloccherebbe la formazione di crepe, in modo da prolungare la durata delle costruzioni.

Le micro-fessure hanno una larghezza di soli 0.2-0.4mm, ma sono sufficienti per garantire perdite d’acqua, per degradare il calcestruzzo e i suoi rinforzi in acciaio incorporati all’interno. Utilizzando l’acqua, potenzialmente dannosa a loro vantaggio, Jonkers e Schlangen hanno aggiunto un agente di guarigione nel cemento, composto da spore batteriche e sostanze organiche.

Jonkers spiega che l’acqua in ingresso attiva le spore batteriche, causando la conversione delle sostanze organiche in calcare, che sigilla la fessura. Gallerie, scantinati e infrastrutture autostradali sono “ambienti umidi” ideali che potranno beneficiare di questa innovazione.

Rachel Armstrong, docente presso la Scuola di Architettura e Costruzione alla University of Greenwich, definisce il progetto “un punto di riferimento per lo sviluppo di materiale vivente”.

Tuttavia, la produzione di calcite non sembra effettivamente aumentare l’integrità strutturale del calcestruzzo: “arresta solo la progressione dei difetti”, ha aggiunto Armstrong.

Anche se questo materiale infuso con batteri non è unico al mondo in termini di calcestruzzo auto-riparante, il cemento di Jonkers e Schlangen è riuscito a guarire crepe 10 volte di più velocemente rispetto ad altri metodi.

Al momento la sfida più grande è quella di produrre quantità in scala industriale di agenti riparatori a prezzi abbordabili.

Con la speranza del risparmio a lungo termine data la maggiore aspettativa di vita delle costruzioni, varie aziende e parti interessate hanno espresso interesse riguardo questo prodotto, tra cui il ministero degli Affari stradali olandese.

I due ricercatori pensano che il loro cemento potrebbe entrare nel mercato tra circa quattro anni.

Potete vedere Jonkers che parla del Bio-cemento nel video qui sotto:

Questo articolo è apparso su Green Futures, la rivista indipendente di esperti per la sostenibilità Forum for the Future. 

Traduzione dall’inglese a cura di Alessandro Vino.

Image via astounde