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Copper Lane: il primo cohousing a Londra

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Copper Lane costituisce il primo progetto di co-housing di Londra. Situato a Stoke Newington, nel Nord di Londra, il progetto si compone di sei complessi e mostra come l’architettura possa rispondere a un nuovo bisogno sociale che si è creato attraverso i cambiamenti  degli stili di vita sia economico che sociali.

Co-housing è un’organizzazione di persone che si uniscono per fare “cose” collettivamente perchè non riuscirebbero a farle individualmente: la condivisione di attività quali l’assistenza all’infanzia, preparare di pasti,  il giardinaggio e quindi la condivisione di cose / spazi, come ad esempio il servizio lavanderia, la biblioteca, uffici o giardini, hanno molto più senso se fatte congiuntamente, soprattutto in ambiente urbano.

Per le famiglie, il co-housing può essere l’opzione vincente per migliorare la qualità della loro vita.

La domanda è se questo modello possa essere più ampiamente applicabile e se si può, infatti, fornire un nuovo prototipo per l’edilizia abitativa tradizionale. Basta pensare a quanto la popolazione di Londra è destinata a salire nel prossimo decennio: il censimento del 2011 ha registrato 8 milioni di persone che vivono in 3.270.000 famiglie, una media di 2,5 persone per famiglia. Pertanto, nel prossimo decennio, replicando questo rapporto, un milione di persone avrà bisogno di 400.000 nuove case.

Copper Lane è la risposta che coniuga economia, sostenibilità, benessere.

Sei famiglie londinesi, residenti nel quartiere di Stoke Newington – ambitissima zona a nord della città – decidono di riqualificare un’area abbandonata di 1000mq e di costituire un complesso che non si limitava ad ospitare sei appartamenti, ma che era, allo stesso tempo, luogo di coesione tra i diversi nuclei familiari, sebbene eterogenei tra loro. Dopo una serie di incontri con numerosi studi di architettura, le famiglie hanno individuato il gruppo inglese Henley Halebrown Rorrison Architects come quello più in sintonia con le loro idee e con i progettisti hanno stilato i principi su cui basare il design  di Copper Lane.

Il progetto residenziale Copper Lane di cohousing potrebbe quindi essere una soluzione alla esigenza di nuove abitazioni nella capitale ed un esempio ispiratore di progettazione da seguire ovunque . L’idea, innovativa e tradizionale al tempo stesso, è costata 1,8 milioni di sterline.2

Il sito londinese si trova in una corte interna circondata da edifici Vittoriani mentre il progetto è stato realizzato con l’accuratezza di ridurre l’impatto ambientale dei nuclei familiari.

Le prestazioni energetiche dell’edificio dovute al buon isolamento, alla tenuta all’aria, e alla ventilazione a recupero di calore, garantiscono un risparmio per le famiglie.
Le uniche fonti energetiche rinnovabili utilizzate sono i pannelli solari termici. La riduzione dell’energia grigia è stata ottenuta grazie al recupero dei materiali da demolizione, all’utilizzo del legno per la struttura, il rivestimento, e gli infissi, e alla creazione di tetti in parte verdi.La strategia di progettazione è stata quella di sfruttare al massimo lo spazio esterno e di sviluppare una tipologia di edificio che evidenziasse l’idea di condivisione. I giardini e tutti gli spazi all’aperto sono, infatti, condivisi così come una grande sala giochi, un laboratorio e la lavanderia. Gli spazi abitativi sono invece privati, sei unità di due o tre piani con cucina, camere da letto, bagni e salotto, ognuna abitata da una singola famiglia. Ogni casa ha due porte d’ingresso, una privata al piano terra e una al piano superiore che si apre verso gli spazi comuni. Gli interni delle case sono spaziosi e ariosi, semplici e con colori neutri. L’edificio eco-sostenibile è rivestito in legno di larice che rimanda agli alberi del quartiere e ricorda anche le origini nord europee del progetto.

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Il cohousing, idea nata in Danimarca negli anni Sessanta, è una pratica costruttiva molto utilizzata in diverse parti degli Stati Uniti e del Canada ma Copper Lane è la prima realizzazione a Londra. Il principio è che condividere spazi come giardini, sale di ritrovo e spesso anche cucine, consolida amicizie e promuove rapporti sociali positivi. La convinzione è che privacy e vita in comune non si escludono a vicenda ma possono coesistere.

In occasione del recente London Design Festival  Copper Lane si è aperto ai visitatori suscitando sorpresa a quanti lo hanno visitato.

Dopo qualche anno trascorso dall’ideazione del progetto e dalla sua realizzazione, sono stati ribaditi e sperimentati validi più che mai  tutti i principi ispiratori.

Lo Studio inglese, dal punto di vista della sostenibilità, ha saputo integrare la naturale ventilazione della temperatura interna con i pannelli per Il solare termico ed i tetti giardino. L’estetica generale ha un forte taglio nordico, sicuramente diverso dai villini tipicamente inglesi che circondano l’isolato, ma con l’indubbia capacità di generare un’oasi di pace nella frenesia londinese.
Hanno già aderito più di quaranta famiglie al co-housing solo in Inghilterra e questo esperimento ben riuscito ne conferma la natura tutt’altro che utopica, ed estremamente concreta.7

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Articolo a cura di Roberta Taramanni.

Immagini via Architettura Sostenibile.

Revisione a cura di Eleonora Taramanni