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Riprogettare città più resistenti contro le alluvioni

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Questo articolo è anche disponibile in: Inglese, Cinese tradizionale

Di Peter Madden – Amministratore delegato di Forum for the Future.

Negli ultimi anni, le comunità di tutto il mondo hanno subito devastanti inondazioni. Dato che la minaccia di inondazioni diventerà ancora più grave nei prossimi decenni, come potremo riprogettare le nostre città per essere più resistenti?

Vedremo enormi cancelli d’acciaio che si innalzano automaticamente da terra per bloccare flussi alluvionali. Sbarramenti fluviali, lunghi molti chilometri, che tratterranno mareggiate, mentre giganti sacche autogonfiabili, che si modellano sui terreno, sigilleranno gallerie e  metropolitane dalle acque sconfinanti.

Molte persone vivranno in case che, letteralmente, galleggeranno con l’innalzamento dell’acqua, trascinandosi cavi e tubi flessibili. Questo metodo manterrà gli occupanti e i loro beni all’asciutto, per poi ritornare nella posizione originale al placarsi delle acque alluvionali.

Recenti alluvioni – dall’Ohio a Venezia, dall’Argentina alle Filippine – hanno fatto subire enormi costi finanziari nonché miseria umana. Secondo l’Agenzia per l’ambiente, le alluvioni sono il disastro naturale numero uno che il Regno Unito deve affrontare. E il rischio è destinato a peggiorare, sia qui che all’estero.

Nel corso della storia umana, abbiamo costruito i nostri insediamenti principali su terreni pianeggianti in prossimità di fiumi e porti. Il cambiamento climatico sta già innalzando il livello dei mari, ed eventi meteorologici più gravi, stanno minacciando questi insediamenti.

La crescita della popolazione e dell’urbanizzazione continua ad aumenterà il numero di persone a rischio di alluvione, mentre la deforestazione, l’agricoltura intensiva e cementificazione porta ad una riduzione del drenaggio naturale in caso di forti piogge e di rottura degli argini.

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Il mondo dovrà adattarsi. Importanti infrastrutture dovranno essere posizionate in modo più intelligente in aree a rischio di alluvione. I server, gli ingranaggi e generatori di back-up non potranno più essere sistemati negli scantinati. Sottostazioni elettriche e impianti di trattamento delle acque dovranno essere tirate fuori delle zone a rischio.

I servizi pubblici inizieranno ad investire in micro-reti, limitando le interruzioni di energia elettrica, la contaminazione dell’acqua o interruzioni della banda larga in aree più piccole. Leggi di pianificazione e regolamenti edilizi, in tutto il mondo, avranno sempre più bisogno di questi cambi progettuali.

Ciò significa che, oltre a coltivare la loro terra, gli agricoltori saranno incoraggiati, o incentivati, a piantare alberi e a scavare stagni in modo da rallentare, immagazzinare e assorbire l’acqua. Difese naturali, come le paludi d’acqua salata, forniranno rifugi per la fauna selvatica, e funzioneranno come spugne giganti. Nelle città, nuovi parchi e campi da gioco offriranno servizi per la maggior parte dell’anno – e un posto innocuo per l’acqua durante le piene.

Tutto questo significa trovare soldi per poter finanziare quindi migliorare la protezione e la resistenza. Bisognerebbe inseguire obiettivi che si possano raggiungere senza troppi sforzi (guidare in maniera intelligente le specifiche di progettazione sostituendo le infrastrutture esistenti), per creare una situazione di valorizzazione degli ecosistemi. Alcuni costi di difesa saranno pagati da persone interessate e delle municipalità.

Alla fine, però, i grandi progetti richiedono investimenti da parte delle autorità pubbliche. Dato il valore del suolo urbano e le spese di danni economici e miseria umana, saranno soldi ben spesi, e quanto prima meglio é.

Nei prossimi anni, possiamo aspettarci una serie di tecnologie intelligenti mirata alla prevenzione delle alluvioni . Tra questi, le più intelligenti saranno quelle sistemiche: quelle che, piuttosto di cercare di trattenere le alte maree, possano in primo luogo rivalutare il nostro rapporto con l’acqua.

Questo articolo è apparso in Green Futures, la rivista indipendente di esperti per la sostenibilità Forum for the Future.

Traduzione dall’Inglese a cura di Alessandro Vino.

Immagini da Torcello Trio e Stevep2008