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Sviluppo per un approccio basato sugli inquilini degli edifici “verdi”

commonwealth games village

Questo articolo è anche disponibile in: Inglese, Cinese tradizionale, Spagnolo

Di Martin Wright per Green Futures

Mentre le nuove impetuose città Indiane competono per dei potenziali residenti, parole come ‘verde’ ed ‘efficienza energetica’ sono sempre più sbandierate nei testi pubblicitari – spesso con poco senso pratico.

Classifiche come quelle messe in atto dalla LEED (Agenzia per le certificazioni di costruzioni “verdi”) aggiungere credibilità al tutto, sono particolarmente popolari tra le grandi aziende, come ad esempio per il nuovo vasto Grand Chola Hotel a Chennai della ITC. Ma seppur importante, LEED copre solo il rendimento potenziale di un edificio – che è in opposizione a ciò che accade in realtà, quando la gente inizia ad abitarlo.

TERI (Istituto per l’energia e le risorse) ha istituito un regime complementare sotto il GRIHA acronimo piuttosto inelegante per: Green Rating for Integrated Habitat Assessment. Coprono di tutto, dal consumo di acqua ed energia, alla salute e la sicurezza dei lavoratori durante la costruzione. L’edificio ottiene un rating provvisorio al termine delle costruzioni, ma quello finale dipende da una verifica effettuata ad un anno da quando si sono instaurati gli abitanti dell’edificio.

Mili Majumdar, Direttrice della divisione habitat sostenibile di TERI, è particolarmente orgogliosa del suo ruolo atto a migliorare la sicurezza nei cantieri di costruzione. “Noi visitiamo il cantiere senza preavviso: verifichiamo se i lavoratori hanno sanitari, se sono provvisti di acqua potabile, e così via.”

Lo schema cerca di evitare la filosofia di “una taglia va bene a tutti”, che ha portato ad alcune decisioni non consone atte alla ricerca di punti. “Se un edificio è utilizzato solamente dagli impiegati che tornano a casa alle sei”, dice Majumdar, “allora è inutile mettere un impianto di riscaldamento solare sul tetto, solo per vincere un punto verso un buon rating.” O effettuare il recupero delle acque sotterranee: “un’idea eccellente in molte parti del paese, ma sicuramente non auspicabile dove la falda freatica è praticamente in superficie!”

Quando si tratta di costi complessivi, dice, “il caso economico per edifici ad energia cosciente è piuttosto convincente. L’installazione di un isolamento completo, di vetro termo-riflettente e così via, può aggiungere un 5-7% ai costi capitali, ma le spese di gestione saranno poi ridotte del 30-40%, quindi c’è un compromesso commerciale diretto. Il periodo massimo di ammortamento dovrebbe essere di tre o quattro anni: dopo di che è tutto risparmio netto “.

Nonostante questi evidenti vantaggi, solo circa l’1% di tutti i nuovi edifici in India sono classificati verdi, solo lo 0,25% di questi ha il marchio GRIHA. Allora, perché non tutti lo fanno? In parte, è la vecchia storia dove le persone che sviluppano gli edifici sono spesso sono spesso quelli che non lo abiteranno: il problema dell’incentivo diviso. C’è anche una comprensibile resistenza dati gli iter burocratici, aggiunge Majumdar.

Da parte sua, il governo Indiano sta adottando misure provvisorie per impostare standard minimi obbligatori per tutti i nuovi edifici pubblici, e spostare gli incentivi verso gli sviluppatori – ad esempio, permettendo uno sviluppo maggiore per gli edifici classificati verdi – anche sulle carte.

Nel complesso però, dice Majumdar, dato l’aumentare dei costi energetici, delle credibili valutazioni verdi avranno un certo appeal come strumento di marketing. “Quando si tratta di catturare l’attenzione della gente, non c’è niente di meglio di dirgli che avranno più soldi in tasca.”

Questo articolo è apparso su Green Futures, la rivista indipendente di esperti per la sostenibilità Forum for the Future.

Traduzione dall’inglese a cura di Alessandro Vino.