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Un fatto di Amore/Odio: La protesta per conservare il Muro di Berlino

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Questo articolo è anche disponibile in: Inglese, Cinese tradizionale, Francese

“Non buttare giù questo muro!” Questa frase può sembrare scioccante per i berlinesi che hanno vissuto per decenni in una città divisa e celebrato la caduta del muro di Berlino nel 1989. Ma è il grido di battaglia della protesta in corso a Berlino, per preservare la East Side Gallery, un tratto di 1,3 chilometri del muro di Berlino nel quartiere di Friedrichshain.

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La East Side Gallery è il più lungo tratto del muro di Berlino ancora in piedi, che oggi funziona come un museo a cielo aperto e monumento internazionale di libertà. È la seconda attrazione turistica più visitata di Berlino, con una stima di 800.000 visitatori all’anno. Commissionato nel 1990, dopo la caduta del muro di Berlino, ha attirato artisti provenienti da tutto il mondo per dipingere il lato orientale del muro, che durante l’occupazione sovietica è rimasta vuoto, mentre la parte occidentale era già coperta di graffiti e arte come segno di protesta. La galleria è composta da 105 pitture murali, tra cui l’iconico bacio tra Leonid Breshnev ed Erich Honecker e la pittura di una Trabant che sfonda il muro, la famosa auto della Germania dell’Est.

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La polemica è scoppiata nelle ultime settimane su un nuovo progetto di costruzione lungo il fiume Sprea, che richiederebbe la rimozione di una sezione di 20 metri della East Side Gallery. Il progetto di costruzione ha due facce: da una parte è un impegno privato dello sviluppatore “Living Bauhaus” a costruire una torre per uffici e appartamenti di lusso, l’altra faccia è un progetto pubblico per ricostruire il “Ponte Brommy”, un ponte pedonale e ciclabile che è stato distrutto nella seconda guerra mondiale.

La costruzione è iniziata il 3 marzo, ma circa 10.000 manifestanti hanno rapidamente portato i lavori ad uno stop. Solo 1,5 metri di sezione del muro sono stati rimossi prima che la polizia ha deciso di fermare i lavori per motivi di sicurezza. Studenti, genitori con carrozzine, turisti, politici di rilievo e personaggi pubblici hanno chiesto la conservazione del sito come luogo d’arte e storia, condannando il progetto di costruzione come gentrification.

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I manifestanti hanno riempito lo spazio in cui è stata tolta una parte della parete il 3 marzo. Nel poster in alto si legge “Quanto costa la storia?” Ed in quello più basso si legge “La storia deve rimanere visibile per i nostri figli.”

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“No hotels” – un poster sul recinto attorno al cantiere dove dovrebbe sorgere la torre. 

Il muro costituisce una parte centrale dell’identità della città, e le ferite della città divisa sono ancora fresche per molti berlinesi che hanno attraversato quel periodo. Anche se il muro è stato odiato in passato, oggi molti lo vedono come un promemoria critico, sia della storia della città e delle tante persone in tutto il mondo che continuano a vivere sotto un regime di oppressione.

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Oltre alla protesta di 10.000 persone in sito, una petizione online per preservare la East Side Gallery indirizzata al sindaco di Berlino, Klaus Wowereit, ha raccolto oltre 64.000 firme. Il signor Wowereit, socialdemocratico, ha risposto alla protesta pubblica il giorno seguente, ritenendo che la rimozione della sezione di muro “non è necessaria” e promettendo di “sostenere la conservazione del tratto di muro”.

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Il direttore di Living Bauhaus, Maik Uwe Hinkel, ha chiesto l’arresto della costruzione e di organizzare un forum pubblico il 18 marzo, per arrivare ad un compromesso con i manifestanti e i funzionari della città. Il signor Hinkel sostiene che è stato preso come capro espiatorio dai manifestanti: ci spiega che Living Bauhaus sta portando avanti la costruzione iniziale per il proprio edificio e per il Ponte Brommy, ma che la rimozione della porzione di muro è necessaria solo per il ponte. Tuttavia, i manifestanti stanno puntando la loro rabbia verso Living Bauhaus e contro l’idea di costruire appartamenti di lusso in quella che era la “striscia della morte” tra Berlino Est e Ovest.

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Il cantiere appena aperto, fermato fino alla riunione pubblica che si terrà il 18 Marzo.

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Il poster appeso dice “Nessuno ha intenzione di costruire appartamenti di lusso.” Si tratta di una battuta indirizzata al politico della DDR Walter Ulbricht, che notoriamente dichiarò: “Nessuno ha intenzione di costruire un muro” due mesi prima che il Muro di Berlino fosse eretto.

Questa non è la prima volta che una parte della East Side Gallery è stata rimossa. Una porzione di 50 metri è stata rimossa nel 2006 per fornire un punto di attracco per barche e per permettere una vista più ampia sul fiume per il o2 World, uno stadio per concerti ed eventi sportivi costruito di fronte alla East Side Gallery. La porzione di parete rimossa è stata conservata e trasferita parallelamente alla parete, con i lavori d’arte ancora visibili. Il signor Hinkel e Living Bauhaus hanno promesso di rispettare e conservare allo stesso modo le porzioni di parete rimosse.

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La breccia nel Muro di fronte all’o2 World stadium.

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La porzione di Muro rimossa per l’o2 World nella nuova posizione parallela alla Galleria.

Il clamore attuale sulla East Side Gallery è un esempio di ciò che molti berlinesi vedono come una tendenza verso la commercializzazione e la gentrification che minaccia il carattere della città. Per i funzionari della pianificazione, si tratta di un delicato equilibrio: Berlino deve molto del suo fascino, sia per gli sviluppatori che per i turisti, al carattere alternativo, alla moda e alla dinamismo degli abitanti. Sacrificando troppe di queste amate caratteristiche, Berlino potrebbe perdere l’appeal. Ma Berlino ha anche gravi problemi finanziari e un alto tasso disoccupazione, il che significa che la città ha bisogno di promuovere lo sviluppo. L’attuale controversa situazione della East Side Gallery è parte di questo dilemma in corso a Berlino, e può costituire una base su come la città e gli sviluppatori realizzeranno altri progetti in futuro.

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Marian Swain segue temi di sostenibilità, di pianificazione urbana e di energia negli Stati Uniti e in Germania. Potete leggere di più sul suo blog, Transatlantic Energy.

Traduzione dall’inglese a cura di Alessandro Vino.